Non c’è gioco senza Te

Il volo di grandi cuori vermigli verso “mete alte” ha caratterizzato, domenica 16 settembre, la Festa del Ciao, organizzata dall’ACR diocesana per introdurre il tema del nuovo anno associativo.

Dopo la pausa estiva, durante la quale parecchi hanno condiviso l’esperienza del campo scuola al Passo Falzarego, i ragazzi, arrivati da varie parrocchie della Diocesi,  si sono ritrovati presso l’oratorio di San Paolo. Insieme hanno rinnovato la scelta di proseguire il loro cammino, accettando l’invito di Dio alla festa della comunione con Lui.

“Non c’è gioco senza te” è lo slogan che accompagna il nuovo itinerario, slogan che invita i bambini e i ragazzi a comprendere la bellezza del mettersi in gioco con l’altro e con il Signore della vita. La comunità cristiana, comunità dei discepoli di Cristo, è il luogo privilegiato per comprendere che il gioco è più bello se condiviso; se aiuta a crescere nella conoscenza di sé e dell’altro; se non è solo per il proprio divertimento, ma per la costruzione di relazioni autentiche; se educa, anche, a prendersi cura della vita della propria comunità cittadina.

Nel gioco, come nel gruppo, nella comunità parrocchiale, nella città, c’è sempre posto anche per l’ultimo arrivato e ciascuno può offrire il proprio contributo unico e originale; ciascuno è amato per quello che è, cercato e invitato dal Padre a prendere parte alla sua gioia, una gioia piena e incontenibile da riversare sugli altri.

L’ambientazione è quella del parco giochi, luogo molto frequentato e amato da bambini e ragazzi, perché è un luogo aperto, gratuito, pubblico, in cui possono dar sfogo alla loro voglia di divertimento. Il parco, però, non è bello in sé, lo diventa se in questo ambiente ognuno può sentirsi accolto e coinvolto in quello che si fa: non è il luogo, ma sono le persone e il modo in cui lo abitano a fare la bellezza di un ambiente.

Il brano biblico di riferimento è il Vangelo di Matteo (22,1-14), la parabola del banchetto di nozze. “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”

La festa si è aperta con un momento di gioiosa accoglienza assieme ai giovani dell’ACG e con la proiezione del filmato girato a Roma, in occasione dell’Incontro nazionale ACR “Ti credo, tutto parla di Te”, a cui hanno partecipato tre acierrini della Diocesi: Silvia, Marco e Simone, accompagnati da Denise e Alessandra. L’esperienza è stata molto pregnante. Questa la testimonianza di Marco: “Mi sentivo felice di essere a Roma e di pregare con tanti miei coetanei sconosciuti. In un primo tempo credevo che, se non avessi visto il Papa, sarei rimasto deluso, però mi sono accorto di essere più vicino a lui di quanto pensassi. Ritornato a casa, ho capito che pregare e condividere tanti momenti gioiosi con altri ragazzi mi ha fatto avvicinare alla fede”. “E’ stato molto emozionante”, ha confermato Simone, “ritrovarsi in tanti, arrivati da ogni parte d’Italia, per testimoniare tutti insieme la propria fede”.

Gli educatori hanno in seguito presentato il nuovo progetto e il nuovo inno “Non c’è gioco senza te”.

Con giochi e balli di gruppo, i ragazzi hanno poi rivissuto insieme la magica atmosfera del campo estivo. La preghiera comune ha concluso la prima parte della festa.  Bambini, giovani e giovanissimi si sono infatti riuniti in Chiesa, con i loro educatori ed alcuni genitori. Assieme agli assistenti, Don Mauro, Don Stefano, Don Benjamin e don Robert, hanno letto la parola di Gesù ed elevato a Lui la loro preghiera.

Le foto della festa - (12 foto)

“Fare della nostra vita un’esperienza di passione, cioè di amore, significa tenere sempre alto il nostro sguardo verso Colui che ci dona la vera Speranza ed elevare il nostro cuore, non cedendo alla tentazione di ripiegarlo su noi stessi, ma lasciandolo volare ‘verso mete alte’ che il Signore ci indicherà”

Il festoso lancio dei cuori ha concluso questo intenso momento e preceduto  la proiezione dei filmati realizzati con le foto scattate durante i campi estivi dai due gruppi, che hanno assistito con gioia e un po’ di nostalgia.

Per concludere, tutti, grandi e piccoli, hanno condiviso la cena preparata da alcuni giovani volontari.

Mara Dallospedale