In Gesù Cristo il nuovo umanesimo

Si è tenuto presso la Casa La Tenda di Fidenza il ritiro di Quaresima per Universitari e Lavoratori organizzato dal Settore Giovani di Azione Cattolica.

Argomento della riflessione sono state le cinque parole indicate dal documento in preparazione del Convegno Ecclesiale Nazionale, che si terrà a Firenze nel prossimo novembre.

Uscire, Annunciare, Abitare, Educare e Trasfigurare sono i cinque verbi sui quali i giovani hanno riflettuto e si sono confrontati a partire dal supporto preparato dalla Commissione diocesana e consegnato a tutte le parrocchie della Diocesi.

L'introduzione della giornata è stata curata dal Presidente Diocesano di AC Massimiliano Franzoni, che a ciascuna parola ha collegato un brano del Nuovo Testamento.

Uscire è prepararsi alla missione con una ricetta ed un'attrezzatura ben precisa, come quella fornita ai 72 discepoli chiamati da Gesù ad evangelizzare la terra di Palestina.

L'Annunciare è stato collegato ad uno stile testimoniale riprendendo una nota frase del Beato Paolo VI. "L'uomo contemporaneo non ha bisogno di maestri ma di testimoni e se ha bisogno di maestri questi devono essere in primo luogo testimoni". La testimonianza, che è annuncio, è quella narrata da Atti 2, che illustra la vita delle prime comunità cristiane.

"È necessario toccare i mali delle nostre città per abitarle in modo consapevole e misericordioso", a partire dal testo della Traccia di lavoro per Firenze si è accostato l'Abitare a Gesù che tocca il lebbroso per abitare nella sua carne malata.

La pedagogia di Gesù nell'incontro con il giovane ricco ha invece aiutato a sviscerare tutti i temi dell'Educare.
Il Trasfigurare ha avuto come sintesi le parole del Centurione sotto la croce: "davvero quest'uomo era Figlio di Dio". È un adoratore di dei il primo a riconoscere in Gesù il vero uomo e vero Dio.

Molte sono state le testimonianze dei giovani presenti e gli interventi nei gruppi di lavoro e nello scambio finale.

"Uscire non è una cosa semplice. Abbiamo paura di non essere rispettati, abbiamo paura di non essere in grado, siamo sempre frenati da mille pensieri ma "il Signore è uscito e continua ad uscire. Non si ferma a valutare il terreno e a giudicare la capacità di portare frutto". E una volta fuori dall'uscio. Il secondo passo è l'Annunciare. Non si può solo uscire, dobbiamo essere portatori della luce del Vangelo. Il seme, grazie anche a noi, esce e germoglia e noi possiamo Abitare le nostre città. Poi c'è l'impegno concreto dell'educare che è perseveranza e responsabilità, è avere fiducia nelle persone, è intessere una trama di relazioni profonde e libere. Al termine del percorso c'è il verbo che chiude il cerchio. Come il centurione anche noi dobbiamo poter riconoscere nel volto dell'uomo Cristo. E' impossibile vedere l'uomo se nel suo volto non traspare quello di Cristo".

La giornata si è chiusa con la celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Carlo.

"Dobbiamo ricostruire il volto dell'uomo in Gesù Cristo. È lui il centro del mondo". Così ha affermato il Vescovo commentando il Vangelo che narra dell'incontro tra Gesù e Nicodemo.

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