La famiglia al centro del campo giovanissimi di Azione Cattolica

Per i giovanissimi dell’Azione cattolica diocesana di Fidenza estate significa una sola cosa: campo estivo! Anche quest’anno una cinquantina di ragazzi tra i 14 e i 19 anni provenienti da diverse parrocchie della Diocesi hanno scelto di trascorrere insieme otto giorni a Caderzone nella Casa Madonna delle Nevi guidati da Don Matteo Piazzalunga, dai responsabili di settore Arianna Porcari e Michele Baschieri con un’equipe affiata di animatori. Come lo scorso anno il campo giovanissimi si è svolto insieme a quello dell’ACR: due campi distinti nella stessa struttura, ma con momenti comuni di gioco e di preghiera, perché infondo l’AC non è altro che una grande famiglia dove chi è più grande accompagna e guida il cammino di chi è più piccolo.

Il filo rosso del campo giovanissimi è stato la famiglia.

Tramite tre incontri i ragazzi hanno avuto la possibilità di conoscere e approfondire tre esempi di famiglia, che si sono distinti per la loro fede e le cui vite sono state motivo di dialogo e confronto per i partecipanti.

La prima coppia è quella dei coniugi Jagerstatter, Franz e Franziska, due contadini austriaci che vivranno il dramma della seconda guerra mondiale, in cui Franz, fedele ai principi cristiani, perderà la vita venendo giustiziato per essersi opposto al regime nazista. Franz è stato beatificato nell’ottobre del 2007.

Il secondo incontro ha visto protagonisti i coniugi Maritain, Raissa e Jacques. La loro è una testimonianza di una fede nata e cresciuta grazie agli studi e agli incontri nella Parigi di inizio ‘900, che li porteranno, dopo la conversione, a concepire la loro vita matrimoniale come una sorta di vocazione di stile monastico votata allo studio e all’animazione dei circoli culturali del tempo. Jacques Maritain è padre della corrente cosiddetta del personalismo. Il beato Papa Paolo VI lo considerò il suo ispiratore tanto che al termine del Concilio Vaticano II consegnò a lui il messaggio indirizzato agli intellettuali e agli scienziati.

Con l’ultimo incontro i ragazzi si sono soffermati sul tema della santità vissuta nella quotidianità, grazie alla testimonianza dei coniugi calabresi Francesco Bono e Maria Rosaria De Angelis. Essi hanno saputo portare la forza vivificatrice della fede nella loro realtà, vivendo entrambi la professione medica come missione e impegnandosi in prima linea per il prossimo: Francesco come presidente dell’Azione Cattolica di Locri e poi con una breve parentesi da sindaco della sua città, Maria con il suo impegno all’interno del movimento dei Focolarini. La vita di Francesco si spezza improvvisamente nel 1996 per un fatale incidente. La moglie morirà quattro anni più tardi per una malattia improvvisa lasciando soli i cinque figli. Nel maggio 2013 si è aperto il processo diocesano per la beatificazione di questi due servi di Dio.

Il momento centrale dell’esperienza è stata la veglia, in cui grazie al silenzio e alla possibilità di confessarsi, molti giovani hanno avuto modo di trovare risposte alle domande più profonde e di alimentare, tramite la preghiera silenziosa, il rapporto individuale con il Signore.

Gli otto giorni sono trascorsi in un clima di condivisione e divertimento grazie anche ai numerosi momenti di gioco, ai balli e alle fantastiche gite in montagna.

Michele Baschieri
Vice presidente diocesano Settore Giovani 

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