Verso l’11 ottobre. 50 anni dal Concilio

Come cinquant’anni fa. Una fiaccolata tra storia – il mezzo secolo trascorso dall’apertura del Concilio – e presente – l’apertura dell’Anno della fede. Per «raccontare la Chiesa bella del Concilio, un recupero 'forte', per un rinnovato impegno di evangelizzazione». Franco Miano, presidente dell’Azione Cattolica Italiana, introduce con questa immagine l’iniziativa lanciata dall’associazione, e che vedrà l’11 ottobre prossimo sfilare da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro migliaia di persone, a ripercorrere lo stesso itinerario che nel 1962 vide sfilare alla luce delle torce altri uomini e donne fin sotto la finestra di Papa Roncalli, che chiuse quella speciale serata del primo giorno del Concilio con l’indimenticabile Discorso della luna («Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera...»).

Immagine, quella usata da Miano, che è poi quella di un ponte che, senza interruzione, unisce due epoche «nel segno dell’evangelizzazione». Un «momento simbolico», al quale «tutti sono invitati», sottolinea il presidente dell’Azione Cattolica, «nello spirito del Sinodo per la nuova evangelizzazione».

Da dove viene l’idea di questa iniziativa?

Vivremo questo momento simbolico, la celebrazione del 50° anniversario dell’inizio del Concilio ecumenico Vaticano II e l’apertura dell’Anno della fede, con una fiaccolata che, come quella dell’11 ottobre 1962, ripercorrerà lo stesso itinerario di allora. Cinquant’anni fa con Giovanni XXIII, oggi con Benedetto XVI. L’idea è quella di dire la bellezza della Chiesa, raccontare agli altri le meraviglie della Chiesa. Le fiaccole sono il segno di una fede viva, ricca, intensa, che ha qualcosa da dire al mondo, e il percorso è il cammino che si compie alla luce di quella fede, e che si compie insieme.

Dunque un appuntamento per tutti.

Sì, aperto a tutti, associazioni, movimenti, gruppi. Tutto il popolo di Dio è invitato ad assumersi questo impegno di evangelizzazione che il Sinodo che si aprirà a ottobre vuole rilanciare. E il modo migliore per rivivere quella che fu l’esperienza del Concilio, è di riviverla in questo nostro tempo, a misura del nostro tempo, proprio secondo l’insegnamento conciliare.

Tradotto nel concreto, come si realizza questo, oggi?

Con Benedetto XVI, noi pensiamo che dobbiamo sempre più radicarci nel Vangelo, mettendo insieme fede e vita, fede e morale, e sapendo che prima di tutto dobbiamo essere vicino a quelli che soffrono, ai poveri, per dire loro che le loro angosce e le loro gioie, le loro speranze, sono le stesse del popolo di Dio.

L’evangelizzazione, dunque, anche come «scuola» di condivisione.

È proprio questo. Essenzialità, servizio, condivisione, gioia, questa è l’esperienza che vorremmo testimoniare al mondo, attraverso un impegno che esprime in tutti gli ambiti sociali.

La fiaccolata del ’62 si concluse col memorabile «Discorso della luna» di Papa Roncalli. Inatteso e sorprendente. Che cosa segnarono quelle parole?

Cambiò, in qualche modo, la percezione stessa del Papa in rapporto col popolo di Dio. Ecco, il punto è proprio questo: noi dobbiamo ricreare questa capacità della Chiesa di essere segno. Essere noi testimoni delle esperienze di una Chiesa viva, di una Chiesa che è bella e che sa comunicare agli altri questa sua bellezza. Testimoni di quelle esperienze che dicevo poco fa: essenzialità, servizio, condivisione, gioia. Per ciascuna di esse c’è un modo di essere nella Chiesa, e anche un modo di essere nella società, testimoniando i nostri valori, e impegnandoci per realizzarli in tutti i campi.

Come si inserisce questa iniziativa nel cammino ordinario, per così dire, dell’Azione Cattolica?

Come forse è già chiaro da tutto quello che ho detto, per l’Azione Cattolica la fiaccolata di ottobre non è l’impegno esclusivo di quella serata, non è la ricerca di un evento a se stante. Piuttosto, si iscrive in un percorso che attraverserà tutto l’Anno della fede, e che sarà scandito da tante iniziative particolari. Dedicheremo anche a questi dei Convegni, mentre ci sarà anche un percorso di incontri centrati in modo particolare sulla famiglia, che è il centro da cui l’evangelizzazione può ripartire.

(Avvenire 15 luglio 2012 articolo di Salvatore Mazza)

  • Locandina 11 ottobre 2012 - Download (421 KB)

Commenti   

 
0 #2 Super User 2012-09-01 11:43
bellissimo!!!
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0 #1 Super User 2012-08-29 13:00
Prova.
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