Un Natale essenziale per riscoprire contemplare ed annunciare
































Ci apprestiamo a vivere un Natale all’interno di un periodo difficile per tutti, tuttavia il Signore ci chiama a stare dentro a questo tempo di grazia con il cuore aperto alla sua venuta.

Non lo nascondiamo, sarà un Natale particolare, mancherà il solito calore dato dai festeggiamenti con tutta la famiglia, non potremmo fare gran parte delle cose che solitamente facciamo durante queste feste, possiamo dire insomma che in questo Natale mancherà il natalizio ovvero tutto ciò che nella nostra mente accostiamo al Natale stesso, ma che, seppur importante, è solo il contorno di quella che è la sua essenza: ovvero Dio che si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi.

Per vivere al meglio questo evento riprendo tre atteggiamenti tratti dal discorso di auguri di Papa Francesco ai dipendenti vaticani e che sono: riscoprire, contemplare ed annunciare.

Innanzitutto occorre riscoprire il significato autentico del Natale che troppo spesso è offuscato dal contorno. È importante quindi ri-scoprire e ri-conoscere la nascita del Figlio di Dio come il più grande avvenimento della storia, predetto dai profeti secoli prima che accadesse ed insieme alla Resurrezione la dimostrazione più alta dell’amore di Dio nei nostri confronti.

Incurante di qualsiasi limitazione, del nostro disinteresse e della nostra distrazione dio viene a visitare le nostre vite ovunque ci troviamo e qualunque sia il momento storico che stiamo vivendo. È un amore ostinato il suo che si fa largo sempre e comunque per dirci ancora una volta che non siamo soli.

Davanti a questo amore sconfinato, che sempre ritorna nella storia, come i pastori davanti alla grotta occorre assumere un atteggiamento contemplativo, dobbiamo cioè fare spazio nel nostro cuore per ammirare e riempirci della luce della sua venuta. Fare spazio in questo tempo non significa dimenticare ansie e paure che abitano i nostri cuori, ma non farci vincere da queste e presentarle a Gesù che nasce, l’unico in grado con il suo amore di alleviarle.

Se abbiamo riscoperto e compreso la bellezza di Dio che si fa uomo ed entra nella storia, se siamo stati in grado di contemplarlo avvolto in fasce nella grotta respirando la grandezza del suo amore non ci resta che farci testimoni. L’annuncio è parte inscindibile dalla nostra partecipazione al Natale, senza annuncio il nostro essere stati alla sua presenza davanti alla grotta di Betlemme perde di significato. Allora come gli angeli che lo lodano con il “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama” portiamo anche noi il suo messaggio di amore e di pace a quanti incontriamo, facciamoci strumento vivo di speranza in questo tempo di oscurità poiché come ci ricorda il nostro Vescovo Ovidio nel suo messaggio di Natale citando Zaccaria siamo “prigionieri della speranza” (Zc 9,12) e non della paura né dell’angoscia che paralizza.

Sarà un Natale diverso, sarà un Natale essenziale, ma con questi atteggiamenti nel cuore sarà un Natale essenziale in Gesù!

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie di vivere un Natale essenziale in Gesù Cristo!

Michele Baschieri
Presidente diocesano

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