La Chiesa bella del Concilio

Oltre 50 mila fiaccole hanno invaso via della Conciliazione e piazza San Pietro giovedì 11 ottobre, in occasione del 50° Anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e dell'apertura dell’Anno della Fede voluto da Benedetto XVI.

Erano rappresentate tutte le Diocesi Italiane chiamate a raccolta dall'Azione Cattolica in collaborazione con la Diocesi di Roma e non mancava la rappresentanza dell’Azione Cattolica diocesana di Fidenza formata dal presidente diocesano Massimiliano Franzoni, dal vice presidente del Settore Adulti Massimo Perotti, dall'assistente unitario Don Mauro Manica e dall'assistente ACR Don Stefano Bianchi.

Il pomeriggio si è dipanato sul tema dell'attualità del Concilio con testimonianze provenienti da ogni angolo della terra specie, i più martoriati come Iraq e Nigeria, e da tutte le generazioni presente dalla giovane acierrina della Diocesi di Chieti Vasto, alla coppia di sposi sino a chi cinquant'anni prima aveva già vissuto l’esperienza dell’apertura del Concilio e della fiaccolata anche allora organizzata dall'Azione Cattolica.

Da via della Conciliazione il grande corteo di fiaccole è giunto sino in piazza San Pietro, dove ha ascoltato il racconto di quei momenti di cinquant'anni fa fatto da testimoni d’eccezione come l’allora segretario di Giovanni XXIII Mons. Loris Capovilla, che spronò il pontefice ad affacciarsi per quel discorso rimasto alla storia come "il discorso della luna".

Prima che il papa Benedetto XVI, imitando il suo predecessore, si affacciasse dalla finestra del suo studio privato, c'è stato il saluto del Presidente Nazionale dell’Azione Cattolica Franco Miano. "Non c’è bisogno – ha detto Miano – oggi di cristiani tiepidi ma di cristiani accessi e ardenti come queste fiaccole. Siamo noi i primi strumenti della nuova evangelizzazione. Il cammino di questa sera per le strade di Roma deve essere il cammino ardente sulle strade delle nostre città in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà". "Dobbiamo essere cristiani – ha proseguito – dentro la storia e amare il nostro tempo".

Di fronte alla folla festosa Benedetto XVI ha indirizzato il suo saluto ringraziando in primo luogo l'Azione Cattolica ma non nascondendo l'amarezza degli ultimi tempi. La gioia di cinquant'anni fa è oggi una gioia molto più moderata. Nella rete di Pietro si sono raccolti anche pesci che hanno tradito la chiesa. La barca di Pietro si è trovata ad affrontare la tempesta con qualcuno che al suo interno remava contro tanto. Per questo siamo arrivati ad affermare: "Il Signore dorme e ci ha dimenticato?". Ma il Signore non ci dimentica e "se Cristo vive è con noi anche oggi e possiamo essere felici".

Questo segno di speranza ha rivissuto anche nelle parole dell’Assistente Nazionale dell"Azione Cattolica Italiana Mons. Domenico Sigalini, che ha invitato a rinnovare anche ai nostri giorni la Chiesa Bella del Concilio presente in piazza San Pietro e ha rassicurato papa Benedetto. "L'AC la segue e la ama".

Massimiliano Franzoni

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