Rimanere, andare e gioire

Sono tre le parole che Papa Francesco ha lasciato ai delegati alla XV Assemblea Nazionale e ai presidenti parrocchiali dell’Azione Cattolica, incontrandoli in Aula Nervi: rimanere, andare e gioire.

Ha affermato che rimanere non significa rimanere chiusi ma “Rimanere con Gesù, rimanere e godere della sua compagnia”. Il secondo verbo è andare. “Mai un’Azione Cattolica ferma, per favore!...Andare per le strade delle vostre città e dei vostri Paesi, e annunciare che Dio è Padre e che Gesù Cristo ve lo ha fatto conoscere, e per questo la vostra vita è cambiata..”.

“E infine, gioire. Gioire ed esultare sempre nel Signore! Essere persone che cantano la vita, che cantano la fede”.

L’Europa vera

All’inizio dell’anno, in una sua intervista al quotidiano La Stampa, l’allora premier Enrico Letta paventava un confronto aspro tra partito pro e contro Euro, come scenario della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento Europeo. Le prime avvisaglie della campagna per le elezioni del prossimo 25 maggio paiono rispettare su tutto il territorio europeo, con toni aspri ed alleanze trasversali alle stesse nazioni, le previsioni dell’ex premier.

È lecito chiedersi come mai siamo arrivati ad un referendum pro o contro l’integrazione europea. Le caratteristiche di uno stato sono battere moneta, amministrare la giustizia e avere una politica estera e un sistema di difesa comuni. Già negli anni cinquanta Alcide De Gasperi, europeista convinto, propose un esercito europeo segno tangibile per dare il via ad un processo di integrazione europea. Alla proposta del presidente del consiglio italiano si opposero con decisione i maggiori leader europei, primo tra tutti il presidente francese Charles De Gaulle. Era evidente a tutti come non ci fosse la volontà di cedere parte della sovranità dei singoli stati. Le due guerre mondiali nate in Europa non avevano ancora insegnato nulla e il sentimento europeo, pur portato avanti da grandi personalità come lo stesso De Gasperi, Adenauer e Schuman, non aveva riscontri positivi nelle cancellerie.

Buona Pasqua!

Carissimi amici e amiche,

la luce dell’alba senza tramonto sta per entrare nei nostri cuori per non uscirne più. È la luce del Risorto, che illumina i nostri cammini quotidiani di laicità, ci conforta nei momenti difficili e rende certa la gioia dei nostri momenti belli.

Sono proprio i cammini di laicità che attraversano la strada di Gesù nei tre giorni più importanti della storia, che ci apprestiamo a ricordare e a celebrare come intangibile segno della nostra Salvezza.

“Ecco l’uomo!”. Questa è l’affermazione perentoria di Ponzio Pilato rivolta ai giudei che gli chiedevano di crocifiggere Gesù. Pilato è turbato nel profondo. Lui aveva sempre esercitato il potere per il potere, non tenendo in nessuna considerazione il bene dei governati. Ora però era a contatto con la Verità ed era per lui una grossa novità pensare che ci fosse una verità al di là della ragion di stato e delle volontà di conservare il potere. Lo sguardo e le parole di quest’uomo, che va incontro alla morte senza timore, rivoluziona per un attimo il suo sistema di valori, ma alla fine cede al modello di esercizio del potere a cui era stato educato. La sua vita non sarà però più la stessa.

Mons. Mansueto Bianchi è il nuovo Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana

Papa Francesco ha nominato sabato 5 aprile S. E. mons. Mansueto Bianchi, finora vescovo di Pistoia, quale Assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana. La notizia giunge alla vigilia della XV Assemblea nazionale dell’Associazione che si aprirà a Roma il prossimo 30 aprile e che si chiuderà il 3 maggio in Vaticano con l’Incontro con Papa Francesco nell’aula Paolo VI.

La nuova Presidenza diocesana di AC

Il consiglio diocesano dell’Azione Cattolica ha provveduto a nominare la nuova presidenza diocesana per il triennio 2014-17. Vice presidenti del Settore Adulti sono stati confermati Paola Allegri e Massimo Perotti della Parrocchia di San Paolo. Confermato come Vice presidente del Settore Giovani Michele Baschieri, che sarà affiancato da Arianna Porcari della Parrocchia di San Paolo. Due nuovi responsabili invece sono stati eletti per l’ACR Denise Biemosi della Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore e Rossella Negri della Parrocchia di San Giuliano Piacentino. Amministratore è stato nominato Pierangelo Miglioli della Parrocchia di San Lorenzo in Monticelli d’Ongina, mentre come segretario è stata confermata Barbara Guidotti.

Assemblea regionale dell’Azione Cattolica

Si è tenuta domenica 23 marzo, presso il Seminario Regionale di Bologna, la XV Assemblea regionale dell’Azione Cattolica Emiliano Romagnola, a cui ha preso parte, praticamente al completo, la neo eletta Presidenza diocesana di Fidenza.

Ad introdurre i lavori è stato il delegato regionale uscente Matteo Truffelli, che ha brevemente riassunto le attività della delegazione regionale, soffermandosi in particolare sui convegni pubblici triennali svoltisi a Parma e a Rimini.

Molto intenso l’intervento dell’assistente regionale Don Giancarlo Leonardi, che ha sottolineato come il 13 marzo 2013, l’elezione di Papa Francesco, ha rappresentato un punto di svolta per tutta la Chiesa Universale.

Nominato Presidente Diocesano

Con suo atto il Vescovo di Fidenza S.E. Mons. Carlo Mazza ha nominato Massimiliano Franzoni presidente diocesano dell’Azione Cattolica.

“Ringrazio il Vescovo Carlo – ha affermato il Presidente – della fiducia che ha voluto confermarmi e della vicinanza che sempre dimostra nei confronti dell’Azione Cattolica. Ringrazio il neo eletto Consiglio diocesano e tutti gli iscritti all’associazione, che hanno partecipato al cammino assembleare, dimostrando come l’AC è anche nel territorio della Diocesi di Fidenza associazione popolare, che fa della partecipazione democratica un elemento costitutivo. Ci sembra una bella risposta, anche con la partecipazione al cammino di tanti giovani, alla crisi di partecipazione che affligge il nostro tessuto sociale e politico.

Forti attese che richedono risposte immediate

Il Paese ha grandi attese. Poco si è appassionato alla tribolata vicenda politica, e tutta interna alle stanze dei partiti, che ha portato all’avvicendamento tra Matteo Renzi ed Enrico Letta. Forte è l’interesse, invece, a capire come il nuovo esecutivo guidato dal segretario Pd riuscirà a rispondere alle urgenze economiche e sociali e, contemporaneamente, a condurre in porto la riforma della legge elettorale e del Senato.

È doveroso augurarsi che queste due ultime settimane di “passione” siano la premessa di un’azione di governo riformatrice, ispirata a criteri di solidarietà, che sappia dare risposte concrete e rapide ai tanti problemi con i quali quotidianamente gli italiani si confrontano, primi fra tutti quelli prodotti dai durissimi effetti della crisi economica sulla vita delle famiglie e delle imprese.

Etica, valori non negoziabili e testimonianza politica

È stato il Prof. Giorgio Campanini ad esplicitare il tema dell’Etica per la politica nel corso della Scuola Diocesana di formazione.

Campanini è stato docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Parma, di etica sociale a Lugano e di Teologia del laicato alla Pontificia Università Lateranense di Roma. È pubblicista del quotidiano Avvenire e di diverse riviste a livello nazionale.

Introducendo il tema dell’etica politica il relatore ha analizzato il rapporto tra sfera pubblica e privata nella società attuale, evidenziando una contrapposizione tra una sempre più invasiva presenza nella società di una sfera pubblica e allo stesso tempo la rivendicazione di sempre più ampi spazi ai diritti o anche soltanto ai desideri individuali. Si sta arrivando quindi in occidente ad una società sempre più degli individui e sempre meno delle persone. La famiglia dovrebbe essere il luogo di raccordo tra sfera pubblica e sfera privata ma la crisi della stessa è spesso dovuta proprio ad un individualismo imperante anche al suo interno.

Evangelii gaudium

Ripartire dalla Gioia del Vangelo a qualcuno può apparire banale e quasi scontato, con tutti i problemi che affliggono la Chiesa e il mondo. Eppure Papa Francesco, il vescovo venuto quasi dalla fine del mondo, ci ha insegnato in questo anno di pontificato che la rivoluzione nasce dalle cose semplici. Una valigia portata a mano sulla scaletta di un aereo, una telefonata e un abbraccio fuori programma gli hanno consentito di toccare il cuore di tanti, da semplici uomini e donne di ogni parte del mondo, sino al gotha dei giornalisti redattori della rivista Time, che lo hanno indicato come uomo dell’anno.

Nella sua prima esortazione apostolica Francesco ci indica uno stile d’annuncio che va alla radice sconvolgendo una falsa immagine dei cristiani e della Chiesa. “I cristiani hanno il dovere di annunciarlo (ndr. Vangelo) senza escludere nessuno, non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile. La Chiesa non cresce per proselitismo ma “per attrazione”” (Evangelii gaudium n° 14).

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