Don Antonio Mastantuono nominato Vice Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana

È con grande gioia e gratitudine che l’Azione Cattolica Italiana accoglie la nomina di don Antonio Mastantuono a Vice Assistente Ecclesiastico Generale dell’AC. Leggiamo in essa un particolare segno di vicinanza all’Associazione da parte della Conferenza Episcopale Italiana, in questo momento segnato dalla scomparsa dell’Assistente Generale Mons. Bianchi avvenuta lo scorso 3 agosto. Proprio in considerazione della particolarità delle circostanze, abbiamo atteso alcuni giorni prima di dare comunicazione della nomina, risalente al 22 luglio scorso. Tutta l’Azione Cattolica Italiana desidera esprimere i più sentiti ringraziamenti alla Conferenza Episcopale Italiana e porge a don Antonio i più sinceri auguri di buon lavoro, certi, anche in forza della esperienza da lui già vissuta come Assistente Ecclesiastico nazionale del Movimento Lavoratori di AC (2005-2008) e del Movimento di Impegno Educativo dell’AC (2005 al 2014), che saprà contribuire con passione, generosità e intelligenza alla vita associativa.

Estate ricca con i campi dell’Azione Cattolica


Sarà un'estate ricca di proposte quella che l'Azione Cattolica Diocesana sta preparando per ragazzi, giovanissimi e giovani.

Proposta vincente è ormai quella del Campo Scuola dell'Azione Cattolica dei ragazzi insieme ai giovanissimi del Settore Giovani presso la casa diocesana Madonna della Neve a Caderzone in Trentino nello splendido paesaggio del Parco dell'Adamello Brenta. Il campo scuola si terrà dal 9 al 17 luglio e avrà come ingredienti la riflessione su un personaggio per i ragazzi ed uno per i giovanissimi scelto dalle rispettive equipe. Sul personaggio si costruiranno incontro, momenti di preghiera, attività e animazione. Naturalmente non mancheranno le escursioni con mete mozzafiato e gli spazi di convivenza e aggregazione.

Formati dall’essere associati. La presidenza nazionale incontra l’AC dell’Emilia Romagna

È stato una due giorni intesa quella che ha visto l’incontro, gli scorsi 2 e 3 aprile, tra la Presidenza Nazionale dell’Azione Cattolica e i Vescovi e le associazioni della nostra regione.

Ad aprire la due giorni nella mattinata del 2 aprile è stato l’incontro tra i Vescovi dell’Emilia Romagna e la Presidenza Nazionale dell’Azione Cattolica. "Siamo pronti a prenderci cura – ha detto Matteo Truffelli presidente nazionale ai Vescovi – dei sacerdoti e dei seminaristi delle nostre diocesi a partire dalla loro formazione fino a una condivisione quotidiana di vita".

Il rapporto dell'AC con i sacerdoti, a partire dalle parrocchie, deve essere strettissimo. "Condividiamo – ha continuato Truffelli – la difficoltà dell’essere sacerdoti oggi e dell’essere testimoni in un contesto che appare come sterile”.

Una legge da riscrivere

Le questioni al centro del Disegno di legge sulle Unioni civili sono di grandissima importanza. E sono questioni di una delicatezza estrema, perché coinvolgono direttamente gli aspetti più fondanti e decisivi dell'umano, le sue aspirazioni più profonde: il bisogno di amare e di essere amati, il desiderio di vedere riconosciuta la propria identità e la propria capacità di intessere relazioni profonde, l'aspirazione ad avere dei figli. Dimensioni dell'umano che chiedono, innanzitutto, di essere trattate con cura, prudenza, rispetto, non solo nelle cose che si dicono, ma anche nei toni, nelle parole e nei gesti con cui ci si esprime.

È questo l'atteggiamento che chiediamo di mantenere a chi agisce in campo politico, è questo l'atteggiamento che vogliamo concorrere a costruire nel Paese. La nostra associazione è grande, abitata da sensibilità differenti, che possono legittimamente portare a modi diversi di agire per promuovere i valori che ci accomunano e in cui tutti crediamo saldamente. Ci sembra che questo sia un bene. Ma ciò non ci esime dalla responsabilità di avere ed esprimere un'opinione sulla legge in discussione. Come ogni legge, infatti, anche questa non riguarda solo qualcuno, alcuni individui: riguarda tutta la società, quello che essa vuole essere. Il suo presente e il suo futuro, il bene di ciascuno e di tutti.

Affetto e vicinanza a papa Francesco

La Presidenza nazionale dell'Azione Cattolica Italiana esprime in maniera forte e pubblica al Santo Padre i più profondi sentimenti di affetto e filiale vicinanza, di solidarietà per i gravi atti di slealtà che vengono compiuti a danno della Chiesa e della Sua persona, di gratitudine per la sua incessante opera di riforma e purificazione della Chiesa stessa.
È questo un momento in cui ci sembra giusto che tutto il Popolo di Dio, laici, consacrati, ministri e pastori dicano ad alta voce, senza indugio, la loro fedeltà e fiducia nel magistero di Pietro.

Il Santo Padre vive in prima persona e indica a ciascuno di noi uno stile e un modo di agire che non possono che risultare sgraditi a chi pensa e opera con logiche di potere e con squallidi metodi di lotta, volti all'affermazione personale e alla ricerca di privilegi.

Matteo Truffelli a Salsomaggiore

A pochi giorni dall'avvio del Convegno Ecclesiale Nazionale di Firenze il presidente nazionale Dell'Azione Cattolica Italiana Matteo Truffelli sarà a Salsomaggiore martedì 20 ottobre alle ore 21.00 presso la parrocchia di Sant'Antonio.

Truffelli presenterà proprio il tema del Convegno di Firenze "In Gesù Cristo il nuovo umanesimo" sulla base anche del cammino preparatorio costruito a livello nazionale a partire dal documento preparatorio.

La Diocesi di Fidenza ha anch'essa elaborato un cammino diocesano grazie al lavoro della Commissione istituita dal Vescovo.

Ci sta a cuore!

Erano tanti i ragazzi, i giovani e gli adulti dell’Azione Cattolica, che hanno gridato il loro “ci sta a cuore” in occasione della seconda festa diocesana.

La giornata si è aperta con la Santa Messa presieduta in Cattedrale dal parroco e assistente diocesano ACR Don Stefano Bianchi, che ha invitato tutti a non lasciarsi schiacciare dai limiti e dalle regole ma a continuare a sognare.

Il pranzo insieme nel cortile del Vescovado è stato un momento di festa, di colore e di allegria accompagnato dai canti e dai balli dell'ACR.

Ci sta a cuore

“Ci sta a cuore” è il titolo della seconda festa Diocesana dell’Azione Cattolica, che si terrà domenica 4 ottobre con inizio alle ore 10.30 presso la Cattedrale di Fidenza.

“Ci sta a cuore” è lo slogan associativo per l’anno pastorale 2015-16 proposto dall'Azione Cattolica Italiana.

Ci stanno a cuore le nostre città e soprattutto ogni persona che le abita senza distinzione di credo, di provenienza e di appartenenza. Stiamo per iniziare un anno ricchissimo per la Chiesa Italiana e per quella universale. Proprio in contemporanea con la nostra festa si celebrerà il Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, a metà novembre la Chiesa italiana tutta converrà a Firenze per il Convegno ecclesiale nazionale dal titolo “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” e l’8 dicembre Papa Francesco aprirà il grande Giubileo della Misericordia. L’Azione Cattolica vuole essere protagonista di questi grandi avvenimenti a partire dalla sua propria essenza di associazione popolare, che calpesta nel quotidiano le strade dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Vogliamo rendere concreto uno dei verbi utilizzato nel documento preparatorio del convegno di Firenze “Abitare”. Abitare significa oggi più che ieri tessere relazioni senza paura della diversità e lasciarsi abitare dai timori, dai dubbi ma anche dalle speranze di chi abita in mezzo a noi. E’ oggi sempre più urgente tessere relazioni per dare conto della speranza che abita la vita di noi cristiani.

L’Europa e l’accoglienza dei migranti: coraggio e lucidità per rilanciare il sogno comune

Gli eventi drammatici legati al fenomeno delle migrazioni sono di giorno in giorno più dolorosi e preoccupanti. Come Presidenza nazionale dell'Azione Cattolica italiana desideriamo unirci alla preghiera del Papa e della Chiesa, affinché il Signore possa dare sostegno e consolazione all'umanità afflitta e in cerca di speranza.

I fatti delle ultime settimane rivelano con la potenza delle immagini una verità già ben nota. La presenza dei migranti nel cuore dell'Europa, da Budapest a Berlino, da Vienna a Londra, mostra in modo evidente che la questione migratoria riguarda tutti gli Stati europei, e non solo quelli affacciati sul Mar Mediterraneo. E che non si tratta di un fenomeno contingente, ma radicato nella storia plurisecolare del nostro continente. Per troppo tempo, invece, il fenomeno migratorio verso l'Europa è stato rappresentato come un'emergenza, da affrontare con azioni umanitarie ma non con interventi strategici e pianificati.

La scelta religiosa di Ac per «stare nel mondo»

A 50 anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II

Manca poco ormai alla ricorrenza del 50° anniversario della chiusura del Concilio Vaticano II. A partire dalla serata di ottobre in cui, tre anni fa, l'Azione cattolica Italiana ha voluto ritrovarsi in Piazza San Pietro insieme a Benedetto XVI per ricordarne l'apertura con il celebre «Discorso della Luna», molte sono state le occasioni offerte da questo "lungo cinquantenario" per ritornare sul significato, l'importanza, la bellezza degli insegnamenti conciliari.

È forse opportuno soffermarsi anche a ricordare, seppur in breve, la natura e la forza di uno dei frutti più significativi che il Concilio fece maturare nella Chiesa italiana, ossia quella scelta religiosa che, come noto, ha caratterizzato e continua a caratterizzare l'Azione Cattolica Italiana dal Concilio ad oggi. Tanto più che capita di quando in quando di leggere o ascoltare giudizi sbrigativi e discutibili su di essa: c'è, infatti, chi sembra dare per acquisita una lettura della scelta religiosa secondo cui essa avrebbe condotto l'Azione cattolica Italiana a «uscire dalla storia». Sarebbe stata la scelta, cioè, di ritirarsi e indurre i propri aderenti a ritirarsi dall'impegno nel mondo e per il mondo, accontentandosi di formare le persone a una fede intimistica, da vivere solo «nel privato». Si tratta di un modo di descrivere e giudicare la scelta religiosa che non è affatto condivisibile, per quanto sia molto spesso presentato non come un'interpretazione di parte, ma come una mera constatazione.

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