Pierina Belli, la Chiesa, le donne e l’Azione Cattolica

Era il settembre del 1867 quando due giovani il viterbese Mario Fani e il bolognese Giovanni Acquaderni fondarono a Bologna la Gioventù Cattolica Italiana, prima cellula di quella che sarà l’Azione Cattolica Italiana. Oltre 50 anni dopo nasce a Milano la Gioventù Femminile di Azione Cattolica fondata da Armida Barelli grazie all'impulso dell’allora arcivescovo di Milano il parmigiano Beato Cardinale Andrea Carlo Ferrari. Nel 1918 il papa Benedetto XV chiede alla Barelli di diffondere la Gioventù Femminile in tutta la nazione. A fianco della Barelli ci sarà la Serva di Dio Pierina Belli, di cui proprio quest’anno ricorre il quarantesimo dalla morte avvenuta a Castelvetro Piacentino il 13 giugno 1977.

Pierina Belli è protagonista dei 150 anni di storia dell’Azione Cattolica, che ricorrono proprio quest’anno e culmineranno nell'incontro con Papa Francesco il prossimo 30 aprile, e l’incrocio di questi due anniversari è felice coincidenza per celebrare l’apporto delle donne alla vita della Chiesa e della sua più importante associazione laicale.

Pierina Belli è protagonista del processo di trasformazione e di protagonismo delle donne e dei laici nel passaggio tra l’800 e il ‘900. Papa Pio X con l’Enciclica “Il fermo proposito”, pubblicata l’11 giugno 1905, promuove la nascita di una nuova organizzazione laicale cattolica e nasce così con l’attuale denominazione l’Azione Cattolica. La giovanissima Pierina Belli, che era figlia di un notaio garibaldino e quindi di estrazione borghese e liberale, si avvicina ai movimenti femminili cattolici che cominciavano a sorgere in quegli anni frutto di un nuovo protagonismo femminile e di una ritorno all'impegno sociale e successivamente politico, con la nascita del Partito Popolare di Don Luigi Sturzo, dei cattolici italiani dopo il “non expedit”. Nel 1908 fonda l’Unione fra le donne di Croce Santo Spirito ispirandosi ad un movimento simile a livello nazionale fondato dalla Principessa Cristina Giustiniani. La Belli mette in campo anche diverse opere sociali, tra cui nel 1911 l’asilo infantile di Croce Santo Spirito ancora oggi attivo. Tutte le sue iniziative sono sempre in stretta collaborazione con i parroci che succedono a Croce.

Lo scoppio del primo conflitto mondiale rende la Belli protagonista di un processo di trasformazione del ruolo della donna nell'ambito sociale del quale ella fu protagonista anche nel periodo pre bellico, mentre a livello mondiale nasceva il movimento delle “suffragette” che promuoveva il voto alle donne e un nuovo ruolo sociale delle stesse. Nel periodo bellico la Belli continua il suo impegno ecclesiale che assume un respiro nazionale con la sua partecipazione alla Settimana Sociale di Roma nel 1917, dove conosce Armida Barelli e proprio dall'amicizia nata da quest’incontro prenderà corpo il progetto della Gioventù Femminile. Durante il conflitto il lavoro sociale della Belli sarà senza sosta. Fonda l’Ufficio notizie per i militari e i loro famigliari, dopo la disfatta di Caporetto diviene segretaria del Comitato profughi e si occupa dell’assistenza delle madri e delle vedove di guerra. Pierina Belli fu protagonista della trasformazione del ruolo femminile che caratterizzò l’esperienza di molte donne del ceto medio durante il conflitto. Esse trovarono per la prima volta il modo di uscire dall'ambito famigliare di sentirsi valorizzate in compiti socialmente utili e pubblicamente riconosciuti.

L’esperienza della Serva di Dio Pierina Belli come quella di tante donne del suo tempo, con il loro impegno e la loro azione, ebbero il merito di collocare nuovo la donna nella società e nella Chiesa. La Belli fece parte di quel movimento che prese le mosse dall'intuizione di Fani e Acquaderni rafforzata dall'intervento di Pio X. L’Azione Cattolica, sul modello del nuovo protagonismo femminile, seppe attribuire al laicato italiano una ministerialità nuova all'interno della Chiesa, come poi sarà finemente esplicitato dal Concilio, e seppe dare una centralità ai laici cattolici italiani nella storia della loro nazione. Le recenti parole di Papa Francesco sulle donne sembrano come ispirate da fulgidi esempi come quello di Pierina Belli: le donne hanno un ruolo fondamentale nel trasmettere la fede e costituiscono una forza quotidiana in una società che la porti avanti e la rinnovi. Non riduciamo l’impegno delle donne nella Chiesa, bensì promuoviamo il loro ruolo attivo nella comunità ecclesiale. Se la Chiesa perde le donne, nella sua dimensione totale e reale, la Chiesa rischia la sterilità”.

Massimiliano Franzoni
Consigliere Diocesano di Azione Cattolica

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