Essere educatori nella Diocesi di Fidenza

“L’oracolo di Isaia potrebbe essere l’icona biblica che interpreta la particolare condizione degli “educatori” nella Diocesi di Fidenza. Voi siete le sentinelle a cui si chiede “a che punto siamo””.

Con queste parole il Vescovo S.e. Carlo Mazza ha accolto i circa cinquanta educatori e animatori, convenuti lo scorso 4 febbraio, presso i locali dell’oratorio della Cattedrale, su invito dell’Azione Cattolica Diocesana e dell’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile.

E’ stato un pomeriggio intenso di riflessione e scambio sul tema “Essere educatori nella Diocesi di Fidenza”. Il Vescovo ha invitato i nostri educatori a “sporcarsi le mani”, evitando di “filosofeggiare” come gli scribi del vangelo.

L’educatore di Azione Cattolica ha una vocazione particolare quella di essere laico impegnato nella Chiesa, per questo vale in primo luogo per lui la formula di San Paolo “Siate degni della chiamata” (Tm 1,9).
Le parole di S.e. Carlo Mazza hanno riecheggiato il titolo del progetto formativo nazionale dell’Azione Cattolica Italiana: “Perché Cristo sia formato in voi”. Infatti il Vescovo ha invitato gli educatori in primo luogo a farsi la domanda: “Chi è Gesù per me, come vive in me?”.

L’essere educatore di Azione Cattolica impegna profondamente ad essere portatori di “buone prassi” in dialogo con il mondo, anche con quello che si definisce laico, per essere, come titolava una delle ultime Assemblee Nazionali, “cittadini degni del Vangelo”. In questo modo l’educatore è chiamato a portare Dio con se, per essere testimone nella storia e nel mondo combattendo quel relativismo diffuso, contro cui si è più volte pronunciato il Santo Padre Benedetto XVI°.

In una bella metafora ciclistica il Vescovo ha poi invitato gli educatori, che sentono propria questa vocazione, a comprendere a pieno il proprio ruolo, per capire se si è chiamati ad essere leader o gregari, consapevoli che le nostre comunità hanno necessità di entrambi ruoli. Questo lavoro di discernimento va effettuato in primo luogo su se stessi ma anche sui ragazzi e sui giovani che ci sono affidati.

Al termine della relazione il Vescovo ha invitato gli educatori di Azione Cattolica a rimanere ben ancorati alla loro scelta di impegno per la chiesa locale e per la parrocchia.
“In realtà nell’AC la Chiesa locale rappresenta la “stella polare”. L’educatore di AC tiene sempre davanti a sé la Chiesa locale come contesto imprescindibile, ben sapendo che il “fine educativo” è subalterno alla Chiesa e la Chiesa è necessario riferimento strategico per ogni vera educazione”.
“La parrocchia costituisce un “gruppo esistenziale” dove si vivono i valori umani e cristiani tipici dell’AC (le virtù)”.

Al termine della relazione è seguito un dibattito con domande e interventi degli educatori presenti che hanno sollecitato il Vescovo ad approfondire alcune tematiche.
Il Vescovo Carlo e i giovani educatori e animatori hanno poi condiviso la cena insieme preparata con grande maestria dai cuochi della parrocchia della Cattedrale.

Presidenza Diocesana

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